Casa di Cristina e Andrea

Il progetto di Cristina e Andrea è nato come una semplice consulenza e si è trasformato in un percorso condiviso di creatività, passione e scoperta. La casa è stata pensata come un abito su misura, dove ogni spazio risponde a una funzione precisa e racconta la personalità delle persone che la abitano.

Era una di quelle case che parlano prima ancora che tu accenda la luce. Luce alta, volumi generosi, una finestra che inquadrava, come un quadro mai tolto dalla parete, la cupola di San Pietro. Non c’era niente da inventare. Bisognava solo avere il coraggio di ascoltare.

Il progetto è nato da quella soglia: dal momento esatto in cui lo spazio ha smesso di essere un dato tecnico e ha iniziato a diventare una storia da raccontare.

Il progetto è cresciuto con cura e dedizione, trasformando esigenze pratiche in soluzioni originali. Affidarsi a me come progettista, ha significato per i committenti avere un unico referente capace di seguire ogni fase, dall’idea alla realizzazione, con passione, competenza e attenzione ai dettagli.

Il risultato è una casa che non solo accoglie, ma racconta una storia: quella di un sogno diventato spazio da vivere.

Luogo e anno

Via Giuseppe Gioachino Belli

Tipologia di lavoro

Ristrutturazione completa

Numero camere

3 camere, 2 bagno, 1 soggiorno, 1 sala da pranzo, 1 cucina, 1 studio 1 lavanderia

Superficie

210mq
La sfida più grande non era ridisegnare gli spazi. Era unirli.

L’appartamento si sviluppava su due livelli collegati solo da un accesso esterno: una separazione che sprecava potenziale, disperdeva luce, interrompeva il racconto. La decisione di aprire una parete portante e un solaio ha cambiato tutto — non come intervento di forza, ma come gesto di ascolto. La scala che ne è nata non è infrastruttura: è l’elemento attorno a cui l’intera casa si riorganizza, sale, respira. Gli arredi protagonisti di questo ambiente sono il risultato di una raffinata progettazione su misura, pensata per ottimizzare ogni spazio e valorizzare la funzionalità quotidiana. Il parquet chiaro percorre ogni superficie senza interruzione, tenendo insieme i due livelli con la stessa materia, lo stesso calore. Gli arredi, interamente progettati e realizzati su misura da artigiani selezionati, non completano gli spazi: li definiscono. La falegnameria diventa architettura: un’armadiatura si trasforma in scala, una porta scompare nella parete, un mobile incornicia il camino come un’opera d’arte.

La scelta dei materiali ha seguito un’unica logica: durare. Parquet a grandi listoni, ferro a vista, ante laccate, piani retroilluminati. Niente di decorativo. Tutto di sostanziale. Una ristrutturazione Roma pensata per chi vuole interior design su misura che migliori con il tempo, non malgrado esso.

Arredi e opere

La scala

Il gesto che ha cambiato tutto

C’è un momento in ogni cantiere in cui si capisce se il progetto è coraggioso o prudente. Qui è stato quando si è deciso di aprire il solaio.

La scala in rovere chiaro con LED integrati nei gradini non separa i livelli: li racconta insieme. La ringhiera in ferro verticale protegge con rigore e ritmo, ed è il segno che attraversa l’occhio prima ancora di salire il primo gradino. La sera, la luce radente sui gradini disegna una sequenza quasi cinematografica.

“La luce non illumina i gradini. Li fa esistere.”

La metropoli domestica

Entrare nel soggiorno è un cambio di latitudine.

Il Ponte di Brooklyn occupa l’intera parete, non come decorazione, come manifesto. le travi in ferro lasciate a vista sul soffitto, con i bulloni in bella mostra, non è un difetto strutturale lasciato lì: è la risposta coerente alla gigantografia, un rimando colto tra immagine e materia. Le sospensioni con cavi a vista portano aria di loft. L’orologio a pendolo e i mobili antichi la riportano a casa.

Urban e domestico. Contemporaneo e memoriale. Esatto e vissuto.

Ogni dettaglio parla di cura e artigianalità: nulla è lasciato al caso, dall’illuminazione studiata alle proporzioni degli arredi. A bilanciare il linguaggio moderno arrivano i mobili antichi e l’orologio a pendolo, che aggiungono memoria e calore. Il risultato è uno spazio unico, accogliente e d’autore, dove ogni elemento nasce da un progetto condiviso e pensato per emozionare.

“Una metropoli sul muro. Una vita intorno.”

Soggiorno

La sala da pranzo

Dove il tempo si siede

La sala da pranzo è il luogo in cui questo progetto rivela la sua intelligenza più discreta.

La parete attrezzata con nicchie retroilluminate asimmetriche, calibrate, non è una libreria. È un palcoscenico per oggetti scelti: il decanter, il souvenir, il piccolo orologio che segna un ricordo. L’orologio a pendolo antico presidia l’angolo con la naturalezza di chi è sempre stato lì. Il tavolo in ceramica e le sedie in pelle grigia tengono il punto senza occupare la scena.

“Ogni nicchia racconta qualcosa. Non tutte le cose meritano di stare ovunque.”

Parigi come secondo orizzonte

La camera matrimoniale ha scelto Parigi, non il cliché romantico, ma Parigi come idea di bellezza irrisolta.

La gigantografia della Torre Eiffel in bianco e nero occupa tutta la parete testata: non sovrasta il letto, lo accompagna. Le applique a forma di virgola luminoso portano una nota di ironia colta, design che non si prende troppo sul serio. Il parquet caldo al pavimento, il letto imbottito nei grigi: tutto lavora per una temperatura emotiva precisa. Né fredda né eccessiva.

“Parigi non è lontana quanto credi.”

La camera master

Materiali e Finiture

Il pavimento in parquet di rovere chiaro posato in listoni lunghi conferisce una base luminosa e naturale all’intero ambiente. Le sue venature visibili aggiungono calore e un senso di continuità. Le pareti, di un bianco pulito, mettono in risalto gli elementi di arredo e il design della stanza, in particolare la gigantografia del Ponte di Brooklyn, che diventa il punto focale principale.

Le finiture industriali sono evidenti nelle travi portanti in ferro scuro che attraversano il soffitto. Questo elemento strutturale, con i suoi bulloni a vista, non è stato nascosto, ma volutamente valorizzato come parte integrante del design, richiamando l’estetica del ponte raffigurato sulla parete. Anche la struttura delle luci a sospensione, con i cavi a vista che creano un intreccio geometrico, rafforza questo stile, mentre i faretti incassati nel soffitto garantiscono un’illuminazione diffusa e uniforme.

L'Intervento Strutturale

L’intervento ha visto l’apertura di un varco in una parete portante e l’apertura di un solaio, un lavoro di alta ingegneria che ha permesso di collegare l’ingresso e il soggiorno su due livelli. Questa scelta ha permesso di creare un’architettura dinamica e moderna, con una scalinata su misura che diventa l’elemento centrale del design.

Materiali e Illuminazione

L’ingresso è accogliente e funzionale, con un pavimento in parquet chiaro che risale le scale, unendo i due livelli in modo fluido. I gradini sono dotati di illuminazione a LED integrata, che non solo li rende sicuri ma crea un effetto scenografico. La ringhiera in ferro scuro, con le sue linee verticali, aggiunge un tocco di eleganza minimalista.